Monza, Santini si presenta, Morandi fa gli onori di casa.

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Seconda trasferta nel bel Paese per Sim League Endurance 90” che opziona, per la sesta gara in calendario, il velocissimo Monza ENI circuit, il Tempio Della Velocità. Si percepisce il fermento già in corsia box, le settimane precedenti all'evento, hanno registrato una partecipazione molto intensa sul server. Il tracciato è estremamente tecnico dove è fondamentale un ottimo setup meccanico e dove l'abilità del pilota in frenata è determinante dal momento che negli oltre 5700m del tracciato brianzolo si contano ben quattro lunghi rettilinei. Per questo motivo deve essere affrontato con una macchina particolarmente "scarica". Già dalla prima variante ci si rende conto di quanto, a primo avviso, possa risultare banale il layout della pista ma in realtà è molto più tecnico di quanto si possa credere e riuscire a dare gas prima dell’avversario potrà fare la differenza. Le vetture GT arrivano lanciate lungo il rettilineo dei box, la frenata in prossimità del cartello dei 150m è violenta una tra le più impegnative al mondo, si percepisce un trasferimento di carico sull'anteriore molto importante che rende l’auto instabile: si passa da quasi 280km/h a soli 50km/h in meno di tre secondi, si scalano le marce fino in seconda, a volte anche prima. Si affronta uno strettissimo cambio di direzione destra-sinistra passando in modo aggressivo sul cordolo in entrata, si lascia scorrere la vettura nella parte centrale e la si conclude con una dolce progressione verso l'esterno in uscita dove ci attende una lunga curva a destra dal raggio molto ampio, la curva Biassono, che per gli appassionati viene considerata “un rettilineo storto”, dare tutto gas è imperativo per prepararsi alla staccata della variante roggia, cercando di rimanere più largo possibile sulla destra per non perdere velocità in entrata e consentire un'ottima ripresa verso le due curve di Lesmo, il vero punto fondamentale per staccare un ottimo crono. Variante Ascari e curva parabolica saranno, in ordine di apparizione, le ultime due curve da affrontare prima di immettersi nel fantastico rettilineo dei box dove tutti i cavalli disponibili possono essere messi alla frusta per galoppare come se non ci fosse un domani. Semaforo verde per le qualifiche, ora serve mettere in pratica al meglio tutto il lavoro di preparazione svolto in settimana. Tutti in pista, i trenta minuti disponibili vanno sfruttati al meglio, la pista migliora con il passare del tempo e di conseguenza la classifica cambia faccia diverse volte tranne per le prime due posizioni, mai insediate e subito conquistate rispettivamente dal nuovo pilota VDA Matteo Santini, che stampa una fantastica pole con il tempo di 1.48.880, seguito da Alessandro Morandi che, nonostante un leggero BOP riesce a seguirlo con un 1.49.390, a seguire altri tre piloti Cristiano, De Luca e Rugo con tempi nell'ordine del 1.48.5xx distanti tra di loro di pochi millesimi, serratissima lotta!! Appena il tempo di controllare il meteo per la gara ed è subito bagarre, giro di lancio come da programma e già alla prima variante volano pezzi di carbonio, sono Santacroce e Rugo che vengono a contatto creando caos nelle retrovie, svicola bene Vigni che riesce con un abile manovra a precedere Biasso che ha scelto la strada dei prati per evitare il contatto con i due di cui sopra. Non è finita qui, poco dietro però, Giuttari sembra mancare il punto di staccata colpendo un incolpevole De Fanti che a sua volta carambola su Ortenzi leggermente attardato dalle qualifiche.

Tutti inevitabilmente precipitano nelle posizioni di coda, purtroppo ne ha la peggio il pilota degli RFG che deve lasciare anzitempo la sua Porsche 991R a bordo pista ed abbandonare la gara. Giovannelli Sofia e Opalio cercano di massimizzare le condizioni di nervosismo appena vissute e tentano di portarsi il più avanti possibile riuscendoci bene. Nelle retrovie è Ortenzi che inizia un buon recupero, assistiamo a diversi errori di piloti che muovono leggermente la classifica ma la finestra dei pit ci porterà ad avere un idea più chiara della seconda fase di gara. Sono proprio Ortenzi e Giuttari ad aprire le danze delle soste, anticipando l’ingresso in pit line al 24imo giro, benzina più gomme riteniamo sia il monologo al quale assisteremo, quasi tutti hanno scelto coperture Soft anche se notiamo De Luca Giovannelli e Sofia montare Medie. Al termine delle operazioni ai box Santini Morandi e De Luca, prima avvicendati al comando a cause di diverse strategie nell’ordine consolidano le prime tre posizioni sino al giro 37 dove De Luca decide di complicarsi la vita ed in pochi passaggi, a causa di errori perde ben tre posizioni, liberando l’ultimo gradino del podio che Santacroce, senza pensieri, decide di fare suo a coronamento di una condotta di gara perfetta se messa in relazione alle condizioni di BOP con le quali doveva affrontare questo velocissimo tracciato. Ci apprestiamo a vivere le fasi finali dove le due Audi di Santini e Morandi non hanno intenzione di concedere spazio agli avversari mantenendo distacchi importanti e chiudendo i 90 minuti rispettivamente primo e secondo. Cristiano tenta l’aggancio alla p3 su Santacroce ma l’impresa non è semplice e chiude alle sue spalle, mentre De Luca invece, nelle battute finali e con ottimi crono, riesce a colmare il gap in precedenza accumulato ed a soffiare la 5ta piazza a Biasso anch’esso ben farcito di BOP che si deve accontentare della sesta piazza, a seguire Ortenzi, Giuttari, Giovannelli e Sofia chiudono la top ten per questa sesta tappa Sim League Endurance 90”. Trasferta impegnativa per il prossimo lunedì, Suzuka…(Matteo Biasso)

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Santacroce Giovannelli Franceschi i protagonisti della 22 giri di Le Mans

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Il circuit de la Sarthe, (fonte wikipedia) situato in prossimità della città di Le Mans nel dipartimento della Sarthe in Francia, è un tracciato non permanente sul quale si disputa la gara di durata più importante e famosa del mondo: la 24 Ore di Le Mans. Dal 2007 la lunghezza totale è di 13,629 metri, e ciò lo porta a essere uno dei tracciati più lunghi del mondo. La particolarità del circuito è di utilizzare sia alcune porzioni di strade dipartimentali (la D338 e la D139) aperte alla circolazione dei veicoli, che una parte del circuito Bugatti. Le parti più celebri del tracciato sono le curve Dunlop, Esse de la Foret, Tertre Rouge, Mulsanne, Indianapolis, Arnage e Porsche e soprattutto il rettilineo delle Hunaudières. Dopo il successo di pubblico riscosso dal primo Gran Premio della storia dell'Automobilismo disputato proprio a Le Mans nel 1906, si pensò di istituire una corsa annuale, la 24 Ore di Le Mans da disputare in un circuito che raccordava alcune strade attorno alla città, il primo tracciato venne realizzato nel 1923. Terminata la presentazione della location passiamo ora all’analisi di quanto successo nella quinta tappa del SimLeague Endurance 90”. Qualifiche intense, nei soliti 30 minuti a disposizione che però, uniti alla lunghezza del tracciato, riducono le possibilità di scalata alla griglia in pochi giri, esattamente 6 per i più lesti, un semplice errore o un lungo potrebbero pregiudicare l’intera sessione. Grip molto basso e auto scivolose, al termine della serratissima qualifica registriamo la pole della Audi R8 di Biasso in 4.05.346 a seguire di solo 4 millesimi la BMW Z4 di Franceschi. Le procedure di partenza sono diverse dal solito, la particolarità della pista impongono alla Direzione Gara una scelta diversa, la partenza avverrà sempre lanciata ma dopo la prima chicane (ex Playstation chicane). Nei secondi successivi alla partenza assistiamo già da subito ad un interessante duello per la vetta, Franceschi riesce subito a prendere la scia di Biasso e poco prima della Michelin riesce a concludere la manovra portandosi in prima posizione, da segnalare che sulla sua BMW ha optato per coperture soft, unico pilota in pista; Anche alle loro spalle però non si scherza, ed è Giovannelli che, sfruttando la potenza della sua Nissan, riesce ad insediare la terza posizione passando facilmente Santacroce. Pochi giri dopo assistiamo ad un colpo di scena, Biasso sembra arrivare lungo alla Dunlop perdendo poi il posteriore dell’auto non bastasse qualche curva dopo viene a contatto con la Mercedes di Sofia coinvolgendo nell’uscita anche l’Audi R8 di Ortenzi, contatto che inevitabilmente agevola il gruppo di testa che, senza grossi indugi, conduce tutto il primo stint di gara con posizioni congelate. Verso il 12imo giro iniziano le operazioni di sosta, ed è proprio il leader ad entrare per primo in corsia box, marcato a uomo da Giovannelli in seconda posizione, anche Ortenzi attualmente p5 decide di seguirli, sono loro ad anticipare le attività ai box, il resto del gruppo sfrutterà la finestra disponibile tra il 13imo ed il 16imo giro cercando di allungare lo stint per una diversa strategia. Terminato il walzer dei pit assistiamo ad un altro colpo di scena, Franceschi perde la prima posizione attualmente occupata da Santacroce che concretizza nel miglior modo la sua strategia del pit ritardato, a seguire Giovannelli autore di un’ottima rimonta partendo dalla 4ta piazza, al terzo posto Franceschi che verrà presto insediato da Biasso in decisa rimonta dopo le disavventure del primo stint che lo hanno fatto precipitare dalla pole al settimo posto. Ortenzi, Giuttari, De Luca, Sofia, Vigni e Morandi chiudono la top ten.

Altro colpo di scena nella battute finali, questa volta e Franceschi a catturare l’attenzione, perde il posteriore alla Michelin cedendo così il terzo gradino del podio momentaneo a Biasso, siamo nelle battute finali e nuovamente un cambio di posizione sempre per il terzo gradino del podio, questa volta però è Biasso che restituisce il favore a Franceschi sbagliando l’uscita alle Posche curve, finale decisamente movimentato ed allo scadere dei 90 minuti è Stantacroce che taglia vittorioso il traguardo, seguito a poco meno di 4 secondi da un ottimo Giovannelli, chiude il podio Franceschi. Motori ancora caldi e già pronti per la seconda trasferta Italiana, questa volta però nel tempio della velocità, tappa numero sei programmata già per il prossimo lunedì. (Matteo Biasso)

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CANADA - Santacroce senza mezze misure o tutto o niente!

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Eccoci alla tappa numero quattro SimLeague Endurance 90 nel di Montreal Canada, che a partire dal 1978 ospita il Gran Premio del Canada di Formula 1, che proprio quell'anno fu vinto dall'eroe locale Villeneuve a cui il circuito sarebbe stato intitolato poche settimane dopo la sua morte avvenuta nel 1982. Nel corso della sua storia più che trentennale, le modifiche al tracciato sono state relativamente poche: la pista non presenta curvoni veloci, ma una serie di "S" inframmezzate da tratti rettilinei. Per questo viene considerato un tracciato "stop and go", molto duro per i freni e sotto il profilo del consumo carburante. Dopo questa breve introduzione di contorno ci catapultiamo immediatamente nell’analisi delle Qualifiche, sessione molto movimentata con diversi protagonisti penalizzati da livelli massimi di B.O.P che sicuramente renderanno dura la vita in questa pista; la temperatura dell’asfalto è vicina ai 34 gradi quindi nessun dubbio, la gomma giusta è la soft, il grip, come sempre, si presenta inizialmente su livelli bassi, quindi difficile trovare feeling da subito, ma questo non sembra minimamente scalfire Santacroce che mette in chiaro il potenziale condito da molta voglia di riscatto per la tappa sfortunata di Imola, un mix esplosivo tanto quanto il suo crono 1.35.103 molto vicino al record del tracciato in SL sempre Suo e di solo due decimi inferiore. In seconda posizione troviamo  un ottimo Morandi che riesce ad esprimere finalmente in pieno il suo potenziale, chiude terzo De Fanti che porta la porsche 991R al miglior risultato stagionale in qualifica. Ora però inizia la gara ed è tutta una storia nuova da scrivere, partendo da un foglio quasi bianco. Giro di lancio regolare e senza nessun problema, semaforo verde! Tutto regolare nelle prime fasi, Santacroce e Morandi congelano dal primo giro le due posizioni di vertice che manterranno per tutta la gara, il primo con un passo inavvicinabile e senza minima sbavatura, il secondo, anch’esso su ottimi livelli ma con performance leggermente inferiore che rende difficile la chiusura del gap. Alle loro spalle sono De Fanti e Sofia che animano le battute iniziali, una staccata molto arrembante del secondo che si chiude con il contatto ai danni di De Fanti, contatto che inesorabilmente li farà scivolare verso il fondo della classifica. Anche nelle “retrovie” però non ci si risparmia, Giovannelli riesce da subito a concretizzare un’ottima condotta di gara recuperando ben 4 posizioni in meno di 16 giri arrivando siano al 4to posto ai danni di Giuttari con il quale lotterà in modo epocale anche nella fasi successive. Ortenzi guardingo e cauto si avvicina al pit con una condotta molto concreta, recuperando diverse posizioni e portandosi al momento in terza piazza nonostante le difficoltà di performance dovute dal massimo B.O.P. disponibile ed imbarcato, Francheschi e Rugo incappano in due errori distinti che vedono il secondo regalare spettacolo con un volo acrobatico in stile Hazard, due eventi sfortunati che però spalancano le porte a Biasso (unico pilota a montare gomme soft!?) per il 6to posto momentaneo protagonista con Vigni, in precedenza, di una lotta interessante dove la 488 si difendeva molto bene nei tratti veloci ma la R8 sembrava più agile nel misto nonostante entrambe le vetture siano ben farcite di B.O.P. solo una piccola incertezza di Vigni agevola il sorpasso di Biasso che chiude poi la porta nel tornantino di curva 10. Eccoci pronti alla sosta, difficile prevedere scelte particolari, la tendenza sembra essere la tradizionale, quindi due stint quasi simmetrici dove solo il leader ritarda l’ingresso per cercare, con successo, di coprire la posizione consolidando il gap dagli inseguitori. Le fasi finali di gara non regalano particolari emozioni, alcuni errori e scambi di posizione ci portano molto presto alla bandiera a scacchi dove Santacroce non regala nulla e fa bottino pieno, Pole giro veloce in gara e dominio assoluto per tutti i 90 minuti, alle sue spalle ottimo Morandi che, nonostante il brivido finale del Drive Thru comminato e scontato, riesce ad archiviare diversi eventi sfortunati che ne hanno penalizzato le performance nelle prime fasi di campionato.

Chiude il podio Giuttari autore di un ottima performance con la sua Ferrari 488 Gt3. Ci si presta ad una settimana di pausa per preparare la meglio l’impegnativa trasferta in terra francese dove la mitica pista di Le Mans sarà teatro per il giro di boa del campionato.

(Matteo Biasso)

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