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Santacroce Giovannelli Franceschi i protagonisti della 22 giri di Le Mans

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Il circuit de la Sarthe, (fonte wikipedia) situato in prossimità della città di Le Mans nel dipartimento della Sarthe in Francia, è un tracciato non permanente sul quale si disputa la gara di durata più importante e famosa del mondo: la 24 Ore di Le Mans. Dal 2007 la lunghezza totale è di 13,629 metri, e ciò lo porta a essere uno dei tracciati più lunghi del mondo. La particolarità del circuito è di utilizzare sia alcune porzioni di strade dipartimentali (la D338 e la D139) aperte alla circolazione dei veicoli, che una parte del circuito Bugatti. Le parti più celebri del tracciato sono le curve Dunlop, Esse de la Foret, Tertre Rouge, Mulsanne, Indianapolis, Arnage e Porsche e soprattutto il rettilineo delle Hunaudières. Dopo il successo di pubblico riscosso dal primo Gran Premio della storia dell'Automobilismo disputato proprio a Le Mans nel 1906, si pensò di istituire una corsa annuale, la 24 Ore di Le Mans da disputare in un circuito che raccordava alcune strade attorno alla città, il primo tracciato venne realizzato nel 1923. Terminata la presentazione della location passiamo ora all’analisi di quanto successo nella quinta tappa del SimLeague Endurance 90”. Qualifiche intense, nei soliti 30 minuti a disposizione che però, uniti alla lunghezza del tracciato, riducono le possibilità di scalata alla griglia in pochi giri, esattamente 6 per i più lesti, un semplice errore o un lungo potrebbero pregiudicare l’intera sessione. Grip molto basso e auto scivolose, al termine della serratissima qualifica registriamo la pole della Audi R8 di Biasso in 4.05.346 a seguire di solo 4 millesimi la BMW Z4 di Franceschi. Le procedure di partenza sono diverse dal solito, la particolarità della pista impongono alla Direzione Gara una scelta diversa, la partenza avverrà sempre lanciata ma dopo la prima chicane (ex Playstation chicane). Nei secondi successivi alla partenza assistiamo già da subito ad un interessante duello per la vetta, Franceschi riesce subito a prendere la scia di Biasso e poco prima della Michelin riesce a concludere la manovra portandosi in prima posizione, da segnalare che sulla sua BMW ha optato per coperture soft, unico pilota in pista; Anche alle loro spalle però non si scherza, ed è Giovannelli che, sfruttando la potenza della sua Nissan, riesce ad insediare la terza posizione passando facilmente Santacroce. Pochi giri dopo assistiamo ad un colpo di scena, Biasso sembra arrivare lungo alla Dunlop perdendo poi il posteriore dell’auto non bastasse qualche curva dopo viene a contatto con la Mercedes di Sofia coinvolgendo nell’uscita anche l’Audi R8 di Ortenzi, contatto che inevitabilmente agevola il gruppo di testa che, senza grossi indugi, conduce tutto il primo stint di gara con posizioni congelate. Verso il 12imo giro iniziano le operazioni di sosta, ed è proprio il leader ad entrare per primo in corsia box, marcato a uomo da Giovannelli in seconda posizione, anche Ortenzi attualmente p5 decide di seguirli, sono loro ad anticipare le attività ai box, il resto del gruppo sfrutterà la finestra disponibile tra il 13imo ed il 16imo giro cercando di allungare lo stint per una diversa strategia. Terminato il walzer dei pit assistiamo ad un altro colpo di scena, Franceschi perde la prima posizione attualmente occupata da Santacroce che concretizza nel miglior modo la sua strategia del pit ritardato, a seguire Giovannelli autore di un’ottima rimonta partendo dalla 4ta piazza, al terzo posto Franceschi che verrà presto insediato da Biasso in decisa rimonta dopo le disavventure del primo stint che lo hanno fatto precipitare dalla pole al settimo posto. Ortenzi, Giuttari, De Luca, Sofia, Vigni e Morandi chiudono la top ten.

Altro colpo di scena nella battute finali, questa volta e Franceschi a catturare l’attenzione, perde il posteriore alla Michelin cedendo così il terzo gradino del podio momentaneo a Biasso, siamo nelle battute finali e nuovamente un cambio di posizione sempre per il terzo gradino del podio, questa volta però è Biasso che restituisce il favore a Franceschi sbagliando l’uscita alle Posche curve, finale decisamente movimentato ed allo scadere dei 90 minuti è Stantacroce che taglia vittorioso il traguardo, seguito a poco meno di 4 secondi da un ottimo Giovannelli, chiude il podio Franceschi. Motori ancora caldi e già pronti per la seconda trasferta Italiana, questa volta però nel tempio della velocità, tappa numero sei programmata già per il prossimo lunedì. (Matteo Biasso)

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